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Lo scugnizzo e, se hai pazienza, l'etimo di pertinenza.

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Mi raccontano che per tener buono un mio cugino terribile, il nonno lo mettesse seduto davanti a un secchio pieno d'acqua che doveva girare vigorosamente con una mazzarella, un bastoncino. Mio cugino si affannava, girava e rimestava con tutte le sue forze. "O no'! Nun s'entosta!" "Gira Ninarie', gira, ce vo' pacienza..."  E Ninariello, scugnizzo, seduto davanti al secchio girava con pacienza per intostare l'acqua. Che nella vita due cose ci vogliono 'a pacienza e 'a cazzimma. E il napoletano, che è lingua di saggezza, nella pazienza ci mette un po di pace (ma questa non è mia). Pacienza. E sarebbe una bella etimologia. Nell'etimo vero invece, non c'è né la pace (della amorevole e pedagogica pazienza di mio nonno con Ninariello) né la costanza e l'impegno (del cugino nipote, per confondere le parentele, vero impaziente  Galassi , che mi porto avanti col tag, che magari più avanti mi sfugge), c'è solo il patire. Spie...

La marmellata di ciliegie e il DEP e di tante etimologie, solo un accenno

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Dovevo scrivere di olive, come promesso all'olivastro Galassi, ma scrivo di ciliegie, tanto è uguale, sempre si raccolgono, tante ed una ad una, per non rovinarle, e poi si preparano e si conservano nei barattoli. Andate a comprare un barattolo di marmellata, quella che vi piace di più, delle merende d'infanzia col pane e burro. Sull'etichetta c'è scritto confettura: pensavo fosse una cosa diversa, e invece no, è la stessa cosa, ma ce lo chiede l'Europa. Pure la marmellata ci hanno tolto, diteglielo a Salvini, che vada a battere i pugni sul buffet della colazione a Bruxelles. Perchè manco capiscono niente, 'sti burocratelli anglofoni, che etimologicamente marmellata viene dal portoghese e indica precisamente la cotognata e poi per estensione qualunque composta di frutta, ne abbiamo tanta di frutta, anche senza importarla. Ma chi se la ricorda più la cotognata a fette, un po' dolce e un po' aspra, con quel bel colore da biondo a castano, la sorella maggio...

Una irresistibile frivolezza – con Leopardiano diletto

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Che non si passi attraverso i muri è evidenza, e la fisica saprebbe spiegarci il perché. Ma quando vai in farmacia, ci riesci: per raggiungere il banco con la tua ricetta rossa per il farmaco generico che paghi solo il ticket passi attraverso un muro di flaconi, vasetti e tubetti e scatoline di preparazioni cosmetiche per la conservazione la ristrutturazione e la decorazione di viso e corpo.  Ero lì, l’altro giorno, e mentre la bella dottoressa impacchettava nella sottile velina di farmacia l’ibuprofene granulato per soluzione orale, per mio figlio che gli fa male tutto che ormai c'ha un'età, ma deve giocare a pallone, non ho resistito e le ho chiesto. “Stefi, mi devi dare mi devi dare qualcosa che la mattina me lo metto sulla faccia e sembra che ho dormito otto ore.”  Che io non dormo mai, e si vede.  Era una mezza battuta, la mia, ma lei mi ha risposto, e non mi ha offerto passiflora e melatonina o delle buone goccine per favorire il sonno, ma con assoluta convincen...

Miseria e miserabili - un'etimologia consolatoria

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Perchè non si debba credere che il mondo è pieno di miserabili. E' che saltano all'occhio, intendendo persa ogni condivisione e compassione che sarebbe nella parola.  Sui miserabili vorrei spiegarmi, ma mi vengono solo dei nomi e non sta bene, fossero anche quelli di deputati che in pubblico foro si espongono, senza pudore. Che forse l'essere senza pudore è un tratto. Ma non è quello il mio genere. Io voglio dedicare un'etimologia, inventata e consolatoria ai miseri, agli offesi, agli sconfitti, anzi siccome hanno poco gliene dedico due. La prima può pure essere vera, e risale a una radice sanscrita mi- che significa distruggere, diminuire (da cui deriva anche meno), solo che io la leggi come mi pare, e siccome dalla stessa radice viene anche il greco μῖσος (misos) = odio, avversione, e non penso che il misero sia quello distrutto e di poco valore, no, penso sia quello che, almeno un pochino, deve odiare, nel senso di non sopportare e essere contro. Come e qualmente ...

Plauto e la Contessa.

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Il medico e Medea (ma è un'altra storia) fecero a brutta fine - tout se tient Sessantotto e dintorni. Gli è andata male, ai reduci (ma più o meno solo per questo) che la celebrazione è surclassata dalla cronaca, ma io celebro (?) in piccolo, ripensando alle parole del sessantotto che entravano nelle orecchie di noi bimbetti e alle canzoni che avremmo imparate più tardi. C'era l'autunno caldo, e davvero poi non ci furono più le mezze stagioni, ma finchè ci furono, al cambio di stagione a noi bambini ci davano le perle di merluzzina e veniva la signora Agnese a farci le punture di ricostituente, con la terribile siringa di vetro opacizzata dal calcare delle bolliture. Credo che la curetta fosse una libera iniziativa genitoriale, che il Dottore si consultava solo in casi di emergenza. Dicevo il '68, cinquant'anni fa. Il 68 degli operai e quello degli studenti, che mi sa non fossero proprio la stessa cosa, magari una coincidenza casuale, se non per la contess...

La guerra e l'innocenza - almeno una è perduta, anzi due,e almeno una etimologia

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Questa te l’ho già raccontata, ma abbi pazienza, mi è funzionale: fino all'età di 4-5 anni mio figlio Tommaso era il meraviglioso risultato di un esperimento di condizionamento operante. Il bambino cavia ragionava correttamente sulle tavole di verità, sapeva le ballerine di Degas, capiva le metafore di Garcia Lorca, leggeva da solo i libri dell'elefante Elmer che andava a prendere in biblioteca con lo zio Marco, e faceva le moltiplicazioni (benedetto quell'unico palazzo che scempiava il paesaggio lungo la strada per la nostra casa in campagna: "mamma se le finestre le conto a due a due faccio prima" "certo, puoi contarle anche a tre e tre" poi la mia aritmetica finiva , e lui è andato avanti da solo) Poi per fortuna mi è stato sottratto e adesso bestemmia liberamente nei commenti di Fantagazzetta, regalandomi risate per cui gli sono più grata che per i trenta e lode (quelli sono un dovere). Ma lo formavo anche alla consapevolezza, alla responsabilità...

Etimologie, parole e molestie

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PREMESSA: Ho una passione per le parole, per le definizioni e le etimologie, al punto che, se non le so, me le invento.Passione per il dizionario, che spiega le parole, spiega il mondo, racconta storie. Ma questo lo dico dopo. CONSIGLIO: Non leggere il giornale - l'internet, che te lo dico a fa' - leggi il vocabolario. Orecchia quello che c'è nell'aria, poi sfoglia e cerca , e il bell o è che trovi. ESEMPIO: Molestie, se ne parla mi pare. Dizionario Treccani, definizione: Molestia: sensazione incresciosa di pena, di tormento, di incomodo, di disagio, di irritazione, provocata da persone o cose .... c'è forse qualcosa di più puntuale e meravigliosamente sinteticamente rappresentativo del mio pensiero di quel "sensazione di pena"? E l'etimo? Deriva da moles, che può essere un masso, un grosso sasso, ed il sasso è stato scagliato anzichennó, ma può essere anche una diga, e qui la diga s'è rotta e il fiume è in piena e si trascina molto e molti, ma l...